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Non ci può essere libertà di scelta educativa se non viene garantita la libertà economica per il suo esercizio

le risorse disponibili per il sistema di istruzione e formazione dovrebbero essere destinate alle famiglie, per finanziare l’istituzione scolastica pubblica, statale o paritaria, prescelta per i loro figli. Ciascuna istituzione scolastica, riceverebbe tante più risorse quanti più studenti riuscirebbe ad attrarre, generando una virtuosa concorrenza a complessivo vantaggio dell’intero sistema educativo. Scuole statali e scuole paritarie sarebbero incentivate a migliorare l’offerta formativa, a garantire la migliore integrazione con il sistema della formazione terziaria e con il mondo del lavoro, ad erogare efficaci servizi di orientamento e placement, per non perdere le risorse assegnate sulla base delle scelte di famiglie e studenti. Garantite sarebbero, in ogni caso, le piccole scuole di territori disagiati, attraverso l’economia dei mancati sprechi.

In uno Stato effettivamente liberale, solo attraverso il costo standard di sostenibilità, si può garantire la vera libertà di scelta educativa anche ai meno abbienti e non solo alle famiglie che possono permettersi di destinare ulteriori risorse per la scelta di una scuola diversa da quella statale.

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